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🌿 La Lentissima & Into the Gravel Gratitudine e riflessioni in cammino 🌿

Vi sono momenti, rari e preziosi, in cui il cuore di una comunità pulsa all’unisono, e ciò che resta non è soltanto il ricordo di un evento,
ma la traccia indelebile di una comunione di intenti, di sacrifici e di speranze.
La Lentissima e Into the Gravel di quest’anno, che hanno visto la presenza di oltre quattrocento anime ardenti, sono stati due di questi momenti.

E allora permetteteci, con parole che non conoscono fretta né economia, di rivolgere il nostro più sentito ringraziamento.
A coloro che, prima che sorgesse il sole, hanno affrontato l’umidità, il freddo e persino la pioggia, per allestire con dedizione i punti di ristoro,
segnalare i percorsi, predisporre accoglienze degne non di corridori, ma di viandanti d’altri tempi.
A coloro che, con spirito paziente e generoso, hanno atteso i partecipanti lungo le strade, offrendo non soltanto viveri e bevande, ma un sorriso, una parola,
un gesto di umanità che, più del cibo stesso, sazia e sostiene.
A chi ha compreso che la Lentissima non è mai stata e mai sarà una gara, ma una meditazione a cielo aperto, un inno alla lentezza,
un invito a ritrovare se stessi nella compagnia degli altri.
E a chi ha scelto invece la via più ruvida e avventurosa di Into the Gravel, sfidando lo sterrato, la polvere e la fatica: anche lì, nell’attrito delle ruote sulla ghiaia,
vi era la stessa filosofia, lo stesso respiro comune.
Perché non importa se si procede piano o se si lotta contro i sentieri più impervi: ciò che conta è sempre il cammino condiviso.
E persino, sì, a chi non l’ha compresa del tutto; a chi ha voluto correre laddove bisognava sostare, a chi ha creduto di misurare la giornata in minuti e chilometri,
e non in emozioni condivise.

A costoro non muoviamo rimprovero, ma porgiamo un augurio: che un giorno scoprano l’autentica ricchezza del rallentare,
e che il loro cuore impari che la vera vittoria non sta nel traguardo, ma nella strada percorsa insieme.
Un ringraziamento va a chi ha versato la propria quota, comprendendo che ogni contributo non è mai solo economico, ma il segno tangibile di appartenenza ad una comunità viva.
E nondimeno, non possiamo dimenticare neppure coloro che non lo hanno fatto: perché anch’essi, con la loro presenza, hanno reso più chiaro e luminoso il valore di chi, invece,
ha scelto di sostenere con convinzione questa impresa collettiva.

Così sono state La Lentissima e Into the Gravel: due vie diverse di una stessa avventura, un lento corteo di biciclette e di uomini, di donne e di strade, di voci e di silenzi.
Un giorno sospeso, in cui il tempo non scorreva come fiume impetuoso, ma come ruscello che indugia tra le pietre.
E se qualcosa resta, oltre alle immagini e alle fatiche, è la consapevolezza che in un’epoca di fretta e d’egoismo, noi abbiamo scelto, almeno per un giorno,
di essere insieme, di condividere, di celebrare la lentezza e la fatica come atti rivoluzionari e profondamente umani.

A voi tutti, dunque: volontari, partecipanti, iscritti, non paganti, viandanti di passaggio e randagi di lunga data ,il nostro grazie più sincero.
Non uno sterile ringraziamento di rito, ma una gratitudine che sa di carne e di respiro, di fatica e di cuore.

Perché senza di voi, nulla di ciò che oggi ricordiamo avrebbe avuto vita.
Il Consiglio Direttivo